“Con Eluana io avevo fatto un patto e l’ho rispettato. Ho rispettato e onorato la parola che avevo dato a mia figlia”. Così ha ribadito ancora una volta in questi giorni il signor Beppino Englaro, il padre di Eluana. Un incredibile patto di morte, senza testimoni, senza firme, un patto di sangue e onore, come nelle più cupe tragedie pagane. Un patto faustiano tra un’adolescente che, forse, si lascia sfuggire qualche battuta sull’inopportunità di vivere da invalidi, e un padre pronto a cogliere in quelle frasi di diciassettenne una volontà testamentaria.
La sentenza quindi si è basata su presunte e non verificabili affermazioni fatte da Eluana 17 anni fa: provate voi ad andare dal notaio dicendo che un parente un giorno vi aveva promesso in eredità ad esempio un immobile…Sembra tutto assurdo, eppure è proprio a causa di questo “patto segreto” che Eluana è morta, per fame e sete. Una situazione in cui si fa passare per morte “naturale” la morte per sete e per mancanza di nutrimento, che è tutto fuorché “naturale”.
Anzitutto è necessario fare chiarezza sulla situazione di Eluana, spesso riportata dai media in maniera errata: la ragazza ha trascorsa 17 anni in stato vegetativo per una cerebropatia grave causata da un incidente stradale, sottoposta ad alimentazione e idratazione (nei primi due anni di coma riusciva a deglutire frullati o yogurt poi invece deglutiva solo saliva, perciò era necessario un sondino naso gastrico per essere alimentata), la ragazza non era attaccata a nessuna spina, respirava autonomamente, si svegliava ogni mattina e seguiva il ciclo della giornata, la sera si addormentava, alcune sue funzioni organiche tipicamente femminili erano riprese da circa un anno e mezzo. Potremmo oggettivamente dire che Eluana si trovava in una situazione di estrema disabilità.
Alcuni sostengono che alimentazione e idratazione siano atti terapeutici. Non è così. In Francia e Germania sono un atto dovuto per legge. In Italia la legge la sta facendo il Tribunale di Milano e non il Parlamento e contrasta con quanto deciso dalla Commissione nazionale di Bioetica. Dovrebbe essere la vita, e non la morte, l’orizzonte nel quale si dovrebbe collocare il diritto; Eluana era come un neonato: se gli togli il latte muore perché non è in grado di alimentarsi da solo. Come si può dire che la nutrizione è un atto di cura?
C'è chi crede che la battaglia per Eluana sia circoscritta al caso Eluana, che si apra e si chiuda con il suo caso, o casi analoghi, e basta. In verità a chi solo minimamente osservi il panorama culturale pro eutanasia in Italia e nel mondo, non sfugge come le cose non stiano così.
Quanti malati gravi può riguardare? E se vale per Eluana perché non per i circa 2500 pazienti in stato vegetativo presenti in Italia? E se vale per chi è in coma perché non per un disabile psichico, incapace di intendere e di volere? Chi stabilisce qual è la vita che vale la pena di essere vissuta e quale invece può essere interrotta? Un giudice? E in base a quali codici?
Lo Stato deve limitarsi a riconoscere la Vita in quanto tale, non può e non deve misurare la dignità della vita come se ci fossero dei livelli di vita "diversi". E' la Vita che fonda la dignità e non il contrario.
Giovanni Pevarello
Il blog del Movimento per la Vita dell' Università Cattolica di Milano. La dignità della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale. Notizie, informazione, attività, discussione
venerdì 13 febbraio 2009
domenica 8 febbraio 2009
APPELLO A NAPOLITANO!!!
Signor Presidente, la tragica fine che si prospetta per Eluana Englaro non lascia indifferente
la coscienza civile dell’Italia.
Eluana è portata a morte senza che sia stata accertata in maniera incontrovertibile la sua
volontà, né l’irreversibilità del suo stato vegetativo.
Eluana rischia dunque di morire sulla base di una volontà solo presunta, e sarebbe l’unica
persona a subire una tale sorte, poiché nessuna delle leggi sul fine-vita in discussione in
Parlamento permetterà più questo obbrobrio.
Signor Presidente, Le chiediamo fermamente di non permettere questa tragedia, che sarebbe
un insulto sanguinoso alla storia, alla cultura, all’identità stessa del nostro Paese, convinti
come siamo che nessuno deve essere costretto a morire per un formalismo giuridico.
Le chiediamo un intervento perché – di concerto con il Governo – sia data una moratoria alla
sospensione dell’alimentazione e idratazione cui è sottoposta Eluana, in attesa che il
Parlamento – nelle cui fila si è già appalesata un’ampia maggioranza in sintonia con la
maggioranza che vi è nel Paese – possa pronunciarsi su un’adeguata legge.
Siamo certi che Ella non rimarrà insensibile al nostro appello.
I primi firmatari sono Roberto Formigoni, Giancarlo Cesana, Francesco Cossiga, Vittorio Feltri,
Mario Giordano, Dino Boffo, Luigi Amicone, Giuliano Ferrara e i parlamentari Maurizio Gasparri,
Gaetano Quagliariello, Rocco Bottiglione (Udc), Paola Binetti (Pd), Guglielmo Vaccaro (Pd),
Renato Pozzetto, Mario Melazzini, Carlo Casini, Giampiero Cantoni.
ADERISCI ANCHE TU!!!
www.appelloanapolitano.enter.it
martedì 3 febbraio 2009
LA STANNO AMMAZZANDO
DAI TEMPI
DEL TERZO REICH
NESSUN ITALIANO
DISABILE INNOCENTE
ERA STATO MESSO A MORTE.
OGGI QUALCUNO SI E' DISTRATTO.
sabato 31 gennaio 2009
EN MARCHE POUR LA VIE - THE MOVIE!!!
Ecco il video della Marcia per la Vita di Parigi realizzato dagli amici francesi...
venerdì 9 gennaio 2009
IL MOVIT A PARIGI!!!
UNA RAPPRESENTANZA DEL MOVIT SI RECHERA' A PARIGI IL 25 GENNAIO PER PARTECIPARE ALLA MARCIA PER LA VITA.
CHIUNQUE VOLESSE AGGIUNGERSI E' ANCORA IN TEMPO (ENTRO IL 12).
A TUTTI GLI ALTRI CHIEDIAMO DI SOSTENERCI CON IL PENSIERO (E CON LA PREGHIERA, PER CHI E' CREDENTE) PERCHE' CERCHIAMO DI PORTARE NEL CUORE DELL'EUROPA UN MESSAGGIO IMPORTANTE:
LA VITA E' UN DIRITTO INALIENABILE DELL'UOMO!
mercoledì 19 novembre 2008
ELUANA, UNA DI NOI
Non può esserci giustizia contro la giustizia. Neppure in nome di un malinteso o ipocrita senso di compassione. E' il caso di Eluana Englaro che presto potrebbe essere privata della nutrizione e dell’idratazione.
Il Movimento per la vita propone una giornata di digiuno per condividere la condizione a cui Eluana sarà costretta. La giornata coinciderà con il giorno in cui la ragazza sarà trasferita dal luogo di accoglienza in cui finora è stata accolta e amorevolmente curata.
Il Movimento per la vita ha anche scritto al Presidente della Repubblica per chiedergli di far valere la sua alta autorità morale perché Eluana possa conservare la “grazia” di continuare a essere curata e amata dalle Suore di Lecco che hanno lanciato un appello: «Se c’è chi la considera morta, lasci che Eluana rimanga con noi che la sentiamo viva».
Un appello è stato anche rivolto al Parlamento perché discuta ed approvi in tempi rapidi una buona legge sul fine vita che possa evitare alle altre migliaia di persone nelle condizioni di Eluana di essere minacciate da un’eutanasia che nessuno ha neppure il coraggio di chiamare col proprio nome.
E infine è stato anche rivolto un estremo disperato invito al governo perché, facendo ricorso allo strumento della decretazione d’urgenza stabilisca, in attesa della legge, che i trattamenti di alimentazione ed idratazione dei malati terminali e dei malati in stato vegetativo persistente non possono per nessun motivo essere interrotti .
Il Movimento per la vita propone una giornata di digiuno per condividere la condizione a cui Eluana sarà costretta. La giornata coinciderà con il giorno in cui la ragazza sarà trasferita dal luogo di accoglienza in cui finora è stata accolta e amorevolmente curata.
Il Movimento per la vita ha anche scritto al Presidente della Repubblica per chiedergli di far valere la sua alta autorità morale perché Eluana possa conservare la “grazia” di continuare a essere curata e amata dalle Suore di Lecco che hanno lanciato un appello: «Se c’è chi la considera morta, lasci che Eluana rimanga con noi che la sentiamo viva».
Un appello è stato anche rivolto al Parlamento perché discuta ed approvi in tempi rapidi una buona legge sul fine vita che possa evitare alle altre migliaia di persone nelle condizioni di Eluana di essere minacciate da un’eutanasia che nessuno ha neppure il coraggio di chiamare col proprio nome.
E infine è stato anche rivolto un estremo disperato invito al governo perché, facendo ricorso allo strumento della decretazione d’urgenza stabilisca, in attesa della legge, che i trattamenti di alimentazione ed idratazione dei malati terminali e dei malati in stato vegetativo persistente non possono per nessun motivo essere interrotti .
martedì 18 novembre 2008
ELUANA E TUTTI NOI...
CHE COSA VUOL DIRE AMARE NEL CASO DIFFICILE DI ELUANA
di Giacomo Samek Lodovici
Noi che siamo tremendamente addolorati per la fine atroce (una morte per fame e per sete) che aspetta Eluana siamo accusati di essere crudeli e sadici, mentre la scelta di farla morire viene da molti considerataun’espressione di amore.
Non mettiamo in dubbio la buona fede di chi ragiona in questi termini; tuttavia, chiediamoci: che cosa significa amare?
Ovviamente l’amore ha una molteplicità di espressioni, ma (lo suggerisce già Aristotele) amare qualcuno è un po’ come dirgli «è bene che tu sia, è meraviglioso che tu esista, gioisco perché tu sei».
La prima forma di ogni amore consiste in una gioia perché chi amiamo vive, è un rendimento digrazie perché l’amato esiste. Precisiamo: amare non significa volere che l’altro esista come conseguenza del fatto che l’altro ci procura gioia, bensì vuol dire volere e insieme gioire per la sua esistenza.
Far morire qualcuno, anche se a richiesta (tra l’altro presunta nel caso di Eluana),significa dire «non è bene che tu sia, non è meraviglioso che tu esista». Se qualcuno dice con anni di anticipo o grida (o sussurra) disperato nelpresente: «io sono un peso per te» e/o «non vale la pena il mio vivere in questo stato», il vero amore risponde: «è bene che tu sia, è meraviglioso che tu esista anche se la tua condizione è dolorosa per te e/o gravosa perme».
Chiedere di morire significa dire: «la mia esistenza non è (non sarà più) preziosa»; così far morire qualcuno (per esempio tramite l’azione con cui si toglie il sondino dell’alimentazione, oppure tramite l’omissione dichi non lo riattacca) equivale a dire a qualcuno: «è vero, tu non vali la pena, la tua esistenza in certe condizioni non è un bene che soverchi queste condizioni, non è prezioso che tu viva».
In effetti, chi si occupa dei malati gravi sa che, quando chiedono di morire, quasi sempre lo fanno perchésoffrono e perché si sentono soli. Ora, si noti bene, la sofferenza può essere quasi sempre molto lenita con le cure palliative. E la risposta alla solitudine non è far morire, bensì è l’affetto, è prendere per mano ilmalato, detergergli il sudore, guardarlo negli occhi anche se non risponde, stargli vicino: le invocazioni della morte esprimono la richiesta di non soffrire e una protesta contro la solitudine.
Così, il desiderio di suicidarsi o la richiesta di eutanasia si manifestano, solitamente, quandouna diagnosi infausta viene comunicata e molto spesso tramontano se il malato viene assistito e confortato.
Le suore straordinarie che accudiscono Eluana hanno scritto: «L’amore e la dedizione per Eluana» è ciò per cui'affermiamo la nostra disponibilità a continuare a servire – oggi e in futuro – Eluana. Se c’è chi la considera morta, lasci che Eluana rimanga con noi che la sentiamo viva. Non chiediamo nulla in cambio, se non il silenzioe la libertà di amare e donarci a chi è debole, piccolo e povero'.
Sono crudeli e sadiche? Come si può mai considerare la loro dedizione a Eluana una forma di accanimento terapeutico? E come può essere amore far morire Eluana di fame di sete? Lasciare che il suo corpo si consumilentamente a causa della secchezza dei tessuti, della disidratazione delle pareti dello stomaco (che provoca spasmi) e delle vie respiratorie, mentre la pelle si ritira, gli occhi si incavano, la temperatura corporea aumentaper mancanza di sudorazione, il naso sanguina, le labbra e la lingua si spaccano: questo è amore?
È vero, sono previste delle misure per attenuare (ma solo in parte) questi effetti: ma ciò cambia la sostanza?
di Giacomo Samek Lodovici
Noi che siamo tremendamente addolorati per la fine atroce (una morte per fame e per sete) che aspetta Eluana siamo accusati di essere crudeli e sadici, mentre la scelta di farla morire viene da molti considerataun’espressione di amore.
Non mettiamo in dubbio la buona fede di chi ragiona in questi termini; tuttavia, chiediamoci: che cosa significa amare?
Ovviamente l’amore ha una molteplicità di espressioni, ma (lo suggerisce già Aristotele) amare qualcuno è un po’ come dirgli «è bene che tu sia, è meraviglioso che tu esista, gioisco perché tu sei».
La prima forma di ogni amore consiste in una gioia perché chi amiamo vive, è un rendimento digrazie perché l’amato esiste. Precisiamo: amare non significa volere che l’altro esista come conseguenza del fatto che l’altro ci procura gioia, bensì vuol dire volere e insieme gioire per la sua esistenza.
Far morire qualcuno, anche se a richiesta (tra l’altro presunta nel caso di Eluana),significa dire «non è bene che tu sia, non è meraviglioso che tu esista». Se qualcuno dice con anni di anticipo o grida (o sussurra) disperato nelpresente: «io sono un peso per te» e/o «non vale la pena il mio vivere in questo stato», il vero amore risponde: «è bene che tu sia, è meraviglioso che tu esista anche se la tua condizione è dolorosa per te e/o gravosa perme».
Chiedere di morire significa dire: «la mia esistenza non è (non sarà più) preziosa»; così far morire qualcuno (per esempio tramite l’azione con cui si toglie il sondino dell’alimentazione, oppure tramite l’omissione dichi non lo riattacca) equivale a dire a qualcuno: «è vero, tu non vali la pena, la tua esistenza in certe condizioni non è un bene che soverchi queste condizioni, non è prezioso che tu viva».
In effetti, chi si occupa dei malati gravi sa che, quando chiedono di morire, quasi sempre lo fanno perchésoffrono e perché si sentono soli. Ora, si noti bene, la sofferenza può essere quasi sempre molto lenita con le cure palliative. E la risposta alla solitudine non è far morire, bensì è l’affetto, è prendere per mano ilmalato, detergergli il sudore, guardarlo negli occhi anche se non risponde, stargli vicino: le invocazioni della morte esprimono la richiesta di non soffrire e una protesta contro la solitudine.
Così, il desiderio di suicidarsi o la richiesta di eutanasia si manifestano, solitamente, quandouna diagnosi infausta viene comunicata e molto spesso tramontano se il malato viene assistito e confortato.
Le suore straordinarie che accudiscono Eluana hanno scritto: «L’amore e la dedizione per Eluana» è ciò per cui'affermiamo la nostra disponibilità a continuare a servire – oggi e in futuro – Eluana. Se c’è chi la considera morta, lasci che Eluana rimanga con noi che la sentiamo viva. Non chiediamo nulla in cambio, se non il silenzioe la libertà di amare e donarci a chi è debole, piccolo e povero'.
Sono crudeli e sadiche? Come si può mai considerare la loro dedizione a Eluana una forma di accanimento terapeutico? E come può essere amore far morire Eluana di fame di sete? Lasciare che il suo corpo si consumilentamente a causa della secchezza dei tessuti, della disidratazione delle pareti dello stomaco (che provoca spasmi) e delle vie respiratorie, mentre la pelle si ritira, gli occhi si incavano, la temperatura corporea aumentaper mancanza di sudorazione, il naso sanguina, le labbra e la lingua si spaccano: questo è amore?
È vero, sono previste delle misure per attenuare (ma solo in parte) questi effetti: ma ciò cambia la sostanza?
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